Data congresso:
14.11.2026
Sede congressuale:
Hotel Alfa Fiera, Via Oreficeria 50
Vicenza
ECM:
Sono stati assegnati n. 4 crediti ECM.
L'ottenimento dei crediti è subordinato alla partecipazione all'intera durata dei lavori.
Il corso non è accreditato per Medici Specializzandi o privi di specialità.
Professioni e discipline valide per crediti ECM:
Medico chirurgo - Geriatria
Medico chirurgo - Anestesia e rianimazione
Medico chirurgo - Continuità assistenziale
Medico chirurgo - Cure palliative
Medico chirurgo - Medicina fisica e riabilitazione
Medico chirurgo - Medicina generale (medici di famiglia)
Medico chirurgo - Medicina interna
Medico chirurgo - Neurologia
Medico chirurgo - Oncologia
Medico chirurgo - Ortopedia e traumatologia
Responsabili scientifici:
Dr. Stefano Giaretta, Direttore f.f. U.O.C. di Ortopedia e Traumatologia, Vicenza
Con il contributo incondizionato di:
Angelini Pharma
Segreteria scientifica:
Dr. Stefano Giaretta, Direttore f.f. U.O.C. di Ortopedia e Traumatologia, Vicenza
Posti disponibili:
Limitato ai primi
40 iscritti
Congresso gratuito
Razionale:
Il dolore è tra i principali motivi di accesso ai servizi sanitari e, insieme, una delle esperienze cliniche più difficili da governare, perché attraversa trasversalmente specialità, setting e fasi del percorso di cura. Dolore muscoloscheletrico, perioperatorio e cronico non sono compartimenti stagni, ma momenti di un unico continuum che il paziente vive come una sola storia e che troppo spesso il sistema affronta in modo frammentato. Da qui l'esigenza di un confronto strutturato tra le figure che, a titolo diverso, si fanno carico del dolore lungo l'intero percorso: l'ortopedico e il fisiatra, che intercettano la componente degenerativa, traumatica e perioperatoria; l'anestesista, cui competono l'analgesia procedurale e la modulazione del rischio di cronicizzazione; il terapista del dolore, riferimento per le forme croniche e refrattarie; il medico di medicina generale, primo e ultimo interlocutore del paziente oltre che perno e garante della continuità assistenziale sul territorio. La transizione dal dolore acuto a quello cronico è oggi riconosciuta come in larga misura prevedibile. Un'analgesia perioperatoria inadeguata, una discontinuità nel passaggio ospedale-territorio o un ritardo nell'inquadramento algologico sono altrettanti punti di rottura in cui si annida il rischio di cronicizzazione e di disabilità. Presidiare questi snodi richiede protocolli condivisi, criteri espliciti di appropriatezza prescrittiva e un linguaggio comune tra i protagonisti del percorso di cura. Al centro resta il paziente. Il modello biopsicosociale ci ricorda che il dolore non è mai un dato meramente nocicettivo, ma un'esperienza in cui si intrecciano dimensioni fisiche, psicologiche, funzionali e sociali. Porre la persona al centro significa misurare gli esiti che contano davvero. Per questo motivo, superare la logica dell'intervento isolato a favore di una presa in carico coordinata e centrata sulla persona porterà ad un beneficio concreto a tutti i pazienti.